RAPHAEL


Raphael è colui che, come dice Plotino, si "vergogna di stare in un corpo", avendo avuto da sempre una propensione per uno stato di pura essenza di essere.

Ciò implica che, fin da giovane, la sua condizione si è palesata come stato metafisico di là da ogni apparenza formale o fenomenica.

Questo comporta altresì che riguardo alla semplice individualità, quale "ombra" di "ciò che si è", non è il caso di spendere alcuna parola; equivarrebbe a voler conoscere più il vestito che la persona indossa piuttosto che la vera identità della persona stessa.

Quel "ciò che si è" (e che siete anche tutti voi che leggete) non ha storia, non ha memoria, non ha esperienza: quindi non ha né passato né futuro.

L'"ombra", o l'apparenza, non ha realtà ontologica né validità logica perché è l'effetto dell'avidya (non-conoscenza). Che significato può avere parlare di qualcosa che appare e dispare all'orizzonte della pura Consapevolezza e che è causa di oblio di "ciò che si è"?

Così, questo nome Raphael, se per voi è fonte di stimolo a comprendere l'Essenza che siete voi stessi a certi livelli, allora ha compiuto il suo scopo; se invece il vostro intento è di voler soddisfare una semplice curiosità di ordine formale, oggettivo e individuale, è dimostrato che qualunque tipo di curiosità, per le sua particolare natura, per quanto estesa e particolarizzata, non può portare alcun beneficio né progresso.

 

 

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Pagina modificata il 06/06/06