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La
Verità è una e una sola. Se le verità, in termini assoluti, fossero
tante si dovrebbero contraddire e annullare reciprocamente; d'altra
parte, per il principio di non contraddizione, una verità che presenta
il carattere della molteplicità è insostenibile. Se la Verità è una
senza secondo si deve riconoscere che è vero ciò che è Reale. Il
molteplice risponde invece non alla Verità-realtà ma, in termini
gnoseologici, all'opinione (doxa)
e, in termini cosmologici, all'apparenza
o alle moltitudini di forme che appaiono e scompaiono.
Le
opinioni, si sa, sono quante gli esseri umani perché esse, per il loro
peculiare carattere, sono di ordine soggettivo e concernono
concettualizzazioni contingenti le quali possono essere verosimili ma
non reali assolute.
Ora
la Tradizione spirituale, iniziatica, filosofica realizzativa è una
perché riguarda la verità-realtà suprema da cui il tutto trae
sostentamento.
Nel
suo svelamento, tale Verità-realtà può esser rivestita con parole,
concetti, idiomi secondo le diverse epoche e i diversi popoli; ciò che
è ovvio perché il linguaggio è soggetto a modifiche e spesso a
trasformazioni anche notevoli. Di qui si hanno quindi vari rami
dell'unica Tradizione che sono appunto adattamenti per favorire la
comprensione di un determinato popolo.
Così
abbiamo la verità una che si palesa in molteplici forme espressive. Le
stesse religioni non sono altro che Rami della Tradizione unica. Ora,
qualche "forma" religiosa può identificarsi col proprio Ramo
fino a un punto da assolutizzare la sua
verità, combattendo persino le altre Forme religiose perché le reputa
non vere, per quanto possano condurre alla stessa meta.
Le
lotte religiose, anche con spargimento di sangue, sono la conseguenza
naturale di questa esclusività portata a una extrema
ratio. Si può riconoscere che i vari Rami religiosi hanno
accostamenti più emotivi, diremo passionali; quindi, possono essere
esclusivisti.
Alla
Verità-realtà suprema possiamo accostarci in termini metafisici,
intendendo per metafisica ciò che di là dalle dimensioni particolari,
universali e principiali. Il Nirguna
vedantico, l'Uno-Bene di Platone, l'Uno di Plotino, l'Essere di
Parmenide, l'Ain-Soph della Qabbalah, ecc., rappresentano l'Unità senza secondo
anche se hanno nomi diversi.
Una
Via metafisica di realizzazione è Via di Conoscenza noetica, della buddhi; la chiameremo tradizionale perché è Conoscenza catartica.
La Via religiosa, mistica, è Via di fede, di ritualità, di aderenza a
certe dinamiche psicologiche, a "sentimenti" che, appunto,
vengono denominati religiosi. La prima è via solare, la seconda è via
lunare. E mentre la prima include e trascende la seconda, questa,
spesso, esclude la prima.
La
Tradizione di cui si parla è di carattere non umano, non è quindi la
tradizione storicistica, antropologica o altro; non si può parlare
neanche di "rivelazione" da parte di qualcuno che afferma di
averla ricevuta in esclusiva.
La
Verità è dentro di noi, è immanente e nello stesso trascendente
l'individuo in quanto tale.
Raphael,
da quello "stato di unità primordiale", propone la Via
metafisica; di conseguenza espone l'Insegnamento di Platone, Plotino,
della Qabbalah, dello stesso Ermetismo, del Vedanta
rivelando l'unità sottostante alla diversità formale, e offrendone i
corollari pratici, operativi.
Colui
che ha realizzato la Verità-realtà non può non considerarsi un
semplice "trasmettitore" proprio perché, come abbiamo
accennato, la realtà è il fondamento metafisico di tutto ciò che
esiste, come, per analogia, nessun pianeta del nostro sistema solare può
appropriarsi o esclusivizzare la realtà-luce del sole il quale, per il
suo stato di essere, è il fondamento o la ragion d'essere di tutto
il sistema solare.
Il
riportare i vari Rami tradizionali all'Unità metafisica è da
intendersi come il riportare i vari raggi del sole alla loro unica
fonte.
Ultima
considerazione: è importante comprendere la differenza sostanziale tra
unità, sintesi e semplice sincretismo; questo possiamo definirlo come
il voler conciliare in forma arbitraria e acritica dottrine tra loro
inconciliabili.
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